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L'ombrellone rosa
mixed cardboard
40 x 30
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Omaggio a Cesanne
mixed canvas
40 x 50
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Natura morta
acrylic cardboard
40 x 35
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Cabine sole
mixed cardboard
45 x 35
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Darsena a Livorno
mixed canvas cardboard
50 x 40
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Fruttiera allo specchio
oil canvas
50 x 60
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Tetti rossi
mixed canvas
50 x 60
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La grande collina bruna
acrylic canvas
50 x 50
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Due casolari toscani
mixed canvas
60 x 50
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Camargue
pastel cardboard
34 x 45
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In attesa del temporale
mixed cardboard
70 x 50
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Canarie
mixed table
40 x 30
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Tre cedri
acrylic paper
35 x 50
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Nudo seduto
mixed table
34 x 26
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Paesaggio Toscano
mixed cardboard
26 x 37
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Pagliaio in collina
mixed canvas cardboard
35 x 30
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Rose rosse
mixed canvas cardboard
25 x 30
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Dove tornano i colombi
acrylic canvas cardboard
40 x 30
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Casentino
mixed cardboard
30 x 25
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La veletta
mixed cardboard
27 x 22
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The exhibition Online is going to conclude in
31/01/2013
Visits's book
CONTATTI:
Cell. 3355233389
Carlo Maffei, medico, libero docente in Puericultura presso l’Università di Firenze, ha sempre coltivato la passione per le arti figurative iniziando a dipingere fino dagli anni 50.
Così dopo tanto tempo, avendo una raccolta molto numerosa di opere, incoraggiato dai critici d’Arte Gillo Dorfles e Dino Pavesi, partecipa per la prima volta ad una mostra di alcune sue opere “on line” curata da Firenzart.
CRITICHE
Talvolta anche il critico, che per definizione deve essere “critico”, cade nel tranello della “condivisione critica”.
Ovvero che semplicemente, condivide: condivide scenari onirici, sogni, aspettative, orizzonti, ed il bel fare.
Il bel fare è spesso accompagnato da gentilezza, garbo e buona cultura; sovente da buon mestiere.
Quel buon mestiere masticato, di alta artigianalità e buon gusto, quale era aduso dotarsi il Pittore del buon tempo andato.
Ora si chiamano genericamente Artisti: Cantanti, Attori, Guitti, Intrattenitori, Inventori di trovate... raramente geniali, ma che, sorprendendo e cogliendo di soppiatto le aspettative dei più,
vengono gratificati dell’Aureo appellativo d’Artista.
Altro è Pittore.
Quello che dipinge, descrive, allusivamente procura emozioni evocando sogni, quello che sa impastare colori inventandosi colori, che sono suoi propri, che sono le sue impronte digitali, quello che si riconosce nel mestiere di alto e nobile artigianato pittorico.
Il professor Carlo Maffei, ancorché libero docente di... altro, che non è pittura, può annoverarsi tra i liberi docenti di emozioni che evoca con le sue intelligenti e morbide opere di armoniosa, sana, tradizionale e sapida pittura.
È un percorso molto masticato il suo ovvero molto delicato;
quella che Carlo Maffei va percorrendo è una strada impervia, quasi che il molto aver visto, studiato, osservato, gli sia rimasto nel cuore e nel cervello oltre che nel pennello e che gli viene facile annotare sulla tela.
Sono compiaciuto e grato all’amico che mi ha introdotto nel Suo studio e... nei suoi pensieri manifesti e reconditi, e sono grato al professor Carlo - mi consenta la confidenza - di avermi permesso di penetrare i suoi recessi, i suoi teneri e meditati anfratti dell’anima così da consentirmi di condividerne i segreti espressi in codeste
opere calde, sonore e musicali, di sana e tradizionale pittura.
E, per tradizionale, intendo quella pittura che macera e
logora l’intelletto nello sforzo creativo di “rappresentare” il Mondo,
abbellendolo, talvolta, con la poesia e con quel raro dono che differenzia i creativi dai creatori.
Buon lavoro caro Maffei, vai per questa strada, per la strada che ti suggerisce il buon vivere ed il bel vivere e l’amicizia che solo gratificarono e gratificano.
Ciao
In amicizia “critica”
Gillo Dorfles
Critico d’arte
Roma, 27 febbraio 2008
“..... Oggi mi intratterrò e parlerò di Carlo Maffei ma non nella qualità di docente universitario quale è nella vita; ne parlerò invece nella sua veste di pittore, pittore vero, misurato, equilibrato, autentico cioè a dire senza artifici ai quali indulgono ammalizziti pittori professionisti ai quali, in non pochi casi, arride fama e fortuna.
I manufatti pittorici maffeiani sono la conseguenza d’un innamoramento:”Mi deve piacere quello che faccio” dice il loro autore la cui intenzione, legittimata dai risultati, è quella di raggiungere il traguardo massimo per cui vale la pena di cimentarsi in ambito estetico: la poesia.
....Ora io credo che il Professor Carlo Maffei, abbia il dovere di far conoscere se stesso volto in metamorfosi pittorica. Sarebbe, sarà un contributo onesto, qualificato e di alto spessore offerto alla causa che vuole viva l’arte del disegno, malgrado le mode negatrici, inette, risibili e in malafede che con la sua funzione, ne vorrebbero negare la vitalità e la Bellezza. “
Dino Pavesi
Critico d’arte
Bologna, 31 Marzo 2009